La casa di Camillo ...e non solo

Finalmente si riparte, anche con le formazioni per noi guide in presenza e con la location di un luogo bellissimo ricco di storie che aspettano solo di essere raccontate.


Premesso che amo quei musei che sono "case", dove entri si respira l'ambiente domenistico di chi vi ha visssuto. Per questo, sono rimasta folgorata dal #castellodisantena, che ha appena riaperto i battenti dopo l'ennesima chiusura per il virus.

La residenza nasce, quando Carlo Ottavio Benso di Cavour sostituisce il castello preesistente, con la villa realizzata su progetto di Francesco Gallo, architetto di Mondovì.

L'edificio, oggi di proprietà del Comune di Torino, è legato sicuramente a #camillobenso, grande protagonista del Risorgimento.


Attraversando, salotti arredati con mobili ricamo bandera, dipinti di avi ma anche piccoli quadretti realizzati da chi vi ha abitato, sembra quasi di voler attendere l'arrivo dei padroni di casa da un minuto all'altro per un saluto.


Dopo gli ambienti aulici del piano nobile, si sale al secondo piano dove il racconto si sposta sulla famiglia di Camillo, sulla sua giovinezza e sui successi con la politica sabauda per concludersi con gli arredi della sua camera da letto che si trovavano nel Palazzo Cavour a Torino.


Ultima parte del percorso la Cripta dove riposano oltre a Camillo, anche i Benso-Cavour, ma anche tutta "la sua famiglia allargata": i Clermont-Tonnerre, dei Sellon e dei Sales.


E poi non resta che immergersi nel parco del castello, costeggiato dai suoi platani secolari, dove Filippina amava rifugiarsi nelle calde giornate estive a chiaccherare con i vicini di casa oppure a leggere o ricamare...














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